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Qualche giorno a Roma, insieme a me

Quel "folle sogno" nascosto sotto terra

Il Colosseo lo conosciamo tutti. Lo abbiamo visto in mille cartoline, "amputato", ferito, eppure eterno. Ma c'è un segreto che batte proprio lì vicino, sepolto sotto una collina, che ti fa sentire ancora più piccolo dell'Anfiteatro Flavio.

Sono entrata nel sogno più folle e grandioso dell'Antichità: la Domus Aurea, il palazzo che Roma voleva dimenticare

Un'area che copriva tre colli, con un lago artificiale e padiglioni per ogni stagione. Era la dimora di Nerone, un progetto così smisurato che il popolo, dopo la sua morte, cercò di cancellare per sempre, vittima della damnatio memoriae che colpì l'imperatore famoso per le sue sregolatezze.

Quello che visitiamo oggi è solo un frammento di quel lusso, salvato paradossalmente da un altro imperatore, Traiano, che lo usò come fondamenta per le sue terme, interrandolo completamente.

La parte più incredibile? Nel '500, giganti come Raffaello e il Pinturicchio si calavano con le corde attraverso fori praticati nelle volte, di quelle che scoperte casualmente, vennero in un primo tempo considerate "grotte", riscoprendo così i colori originali dell'Impero.

Così nacquero le grottesche, decorazioni che hanno cambiato la storia dell'arte e che ancora oggi si possono ammirare lungo i corridoi altissimi della villa, riportati alla luce dagli archeologi.

Camminare oggi nella Domus Aurea è un'esperienza quasi mistica, ma il vero colpo di scena arriva nell'ambiente della realtà aumentata: i muri scrostati tornano a splendere d'oro e marmi preziosi e i giardini si aprono davanti ai tuoi occhi.

Il tour si chiude nella spettacolare Sala Ottagonale. La sua cupola bucata ricorda il Pantheon, ma nasconde un segreto più intrigante. Si dice che qui ci fosse una struttura che ruotava lentamente su sé stessa, permettendo agli ospiti di cenare ammirando il movimento degli astri.

Mi è sembrato di toccare con mano l'ambizione di un uomo che voleva farsi dio