La Villa Petraia, dove i Medici Incontrano Parma
Se pensi che le colline toscane abbiano già svelato tutti i loro segreti, c'è un luogo sospeso nel tempo che a me ha fatto cambiare idea. Non è la solita meta da cartolina, ma un antico fortilizio trecentesco trasformato in una reggia principesca, oggi tutelato dall'UNESCO. Un rifugio che custodisce storie di passioni travolgenti, capolavori d'arte mozzafiato e un filo rosso invisibile che porta dritto a Parma, la mia città.
Questa è una delle ragioni per cui ho dedicato un week end a questa villa medicea, sulle colline di FiesoleSi tratta di un gioiello rinascimentale che, nel corso dei secoli, ha cambiato pelle insieme ai suoi illustri inquilini: dai fasti geometrici dei Medici alle sale da gioco dei Lorena, fino a diventare il nido d'amore della Real Casa di Savoia.
Una Storia d'Amore
Nell'Ottocento, questa dimora visse una seconda giovinezza quando divenne la residenza preferita di Re Vittorio Emanuele II e della sua moglie morganatica, Rosa Vercellana, passata alla storia come la Bella Rosina.
Entrando nelle sue camere si ha la sensazione di spiare l'intimità di una delle donne più chiacchierate dell'Ottocento. La stanza da letto custodisce ancora il suo letto a baldacchino originale, circondato da preziosissime tappezzerie in seta celeste di manifattura francese.
Parma e una villa fiorentina? Che strano legame è?
Presto detto. Camminando tra le sale della villa, mi sono imbattuta in un eccezionale patrimonio artistico che unisce questo angolo di Toscana ai palazzi ducali di Parma e Piacenza. Dopo l'Unità d'Italia, infatti, i Savoia decisero di arredare la residenza attingendo ai tesori degli Antichi Stati italiani. Fu così che mobili di pregio, sontuosi tappeti, quadri e parati provenienti direttamente dalle collezioni reali parmensi trovarono una nuova, spettacolare casa in queste stanze, legando per sempre le due città in un abbraccio di puro collezionismo. La Sala da Pranzo viene dalla Reggia Ducale di Colorno e sul suntuoso tappeto della Sala Blu spicca il monogramma di Maria Luigia, Duchessa di Parma.
Ma anche lo splendido gruppo bronzeo originale di Ercole e Anteo, capolavoro manierista realizzato da Bartolomeo Ammannati tra il 1559 e il 1560 mi ricorda la mia città. Uno dei suoi simboli è proprio un gruppo statuario dal tema analogo che nel nostro dialetto chiamiamo I du brasè "I due abbracciati" .
Il cortile centrale è un'esplosione di colori grazie al ciclo di affreschi dei Fasti Medicei, considerato il capolavoro assoluto di Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano.
L'artista era così fiero del suo lavoro che si è nascosto tra la folla di un dipinto, autoritraendosi avvolto in un vistoso mantello viola.
E poi ho alzato gli occhi…
Proprio qui nel 1872, in occasione del fidanzamento del figlio del Re e di Rosina, gli architetti reali progettarono una rivoluzionaria struttura in ferro e vetro.
Questa modernissima cupola non solo protegge gli affreschi seicenteschi dalle intemperie senza togliere luce, ma trasforma il cortile in un salone da ballo spettacolare, dominato da un gigantesco lampadario in cristallo color ametista.
Un colpo d'occhio che lascia senza fiato
Prima di ripartire consiglio di fermarsi all'esterno tra le due anime verdi della villa: il parco romantico alle spalle e i terrazzamenti sul fronte che si aprono su una spettacolare visione di Firenze e della cupola del Brunelleschi.
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