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4 giorni nelle Marche: un agriturismo strepitoso, un po' di mare e tanta cultura...

Un week end lungo nelle Marche, un agriturismo strepitoso, un po' di mare e tanta cultura. C'è l'imbarazzo della scelta.
Per esempio perché non visitare i borghi fortificati, che sono numerosissimi, vista la particolare posizione strategica del territorio!
Mai sentito parlare di Corinaldo? Si passeggia sulle sue possenti mura, si fa una foto ricordo sulla scalinata della Piaggia (109 scalini e ne vale la pena) da cui si dipanano una miriade di viuzze medievali, famosa per il Pozzo della Polenta.
Conoscete la sua storia? Si dice che i corinaldesi usassero fare la "polenta nel pozzo", un modo di dire legato a una storia antica. In tempi lontani un uomo stava salendo questa bellissima scalinata con un sacco di farina di granoturco sulle spalle. Giunto nei pressi del pozzo, sfinito, appoggiò il suo carico sul bordo per riprendere fiato ma, sfortunatamente, il sacco cadde all'interno. Il poveretto, nel tentativo di recuperarlo, si calò nel pozzo.
Le pettegole del paese, non vedendolo riaffiorare, incominciarono a dire che si stava mangiando la polenta nel pozzo. Alcune giuravano di aver visto buttarci dentro anche delle salsicce di maiale.
Continuando a perlustrare il paese si trovano graziosi ristoranti, alcuni all'interno delle mura stesse, in cui degustare salumi e formaggi tipici insieme alla focaccia di Corinaldo.

Il paesaggio cambia completamente arrivando a Fano, una cittadina a misura d'uomo.
Ti accoglie con l'arco e le mura di Augusto, mostrando fin da subito quanto importante fosse per gli antichi romani. Qui la Via Flaminia aveva il suo sbocco al mare, indirizzandosi poi verso Rimini.
Fanum fortunae, così si chiamava e recentemente sono riapparsi alcuni resti di quel Tempio della Fortuna da cui il suo nome derivava.
Vitruvio contribuì alla sua costruzione e ancora oggi si cercano i resti della Basilica da lui edificata in città.
Viaggiando ancora un po' si arriva in un luogo magico.
Urbino ti incanta col suo fascino rinascimentale.
Una città in salita, su cui svetta il Palazzo Ducale simbolo di Federico da Montefeltro, grande condottiero, politico e signore illuminato che si circondò di valenti artisti. Il suo studiolo, appena restaurato, è un concentrato di cultura ed è il cuore di questo labirintico edificio che conserva al suo interno opere come l'enigmatica Flagellazione di Piero della Francesca o La Muta di Raffaello.
Le Marche hanno rivestito un ruolo importante anche nella storia italiana più recente.
In particolare Montemaggiore, un paesino dove si sono giocate le sorti della Seconda Guerra Mondiale.
Era il punto di osservazione, scelto da Winston Churchill per controllare la valle del Metauro, dove iniziò l'attacco alla linea gotica tedesca. Ancora oggi c'è un cannocchiale fisso con cui si può osservare la pianura sottostante e sentirsi novelli strateghi.
La memoria di questi avvenimenti è conservata nel centro del paese in un piccolo museo dedicato alla seconda guerra mondiale e alla liberazione. Conserva cimeli, testimonianze e storie come quella del partigiano Nello che salvò la vita a Churchill.
Non lo sapevate? Il Primo Ministro britannico e il Generale Alexander erano sulla stessa jeep mentre si stavano dirigendo proprio a Montemaggiore.
Lungo la strada era presente un soldato tedesco con mortaio pronto a far saltare in aria l'auto.
Il partigiano Nello lo disarmò e così salvò (forse) le sorti della guerra.


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